Semplicemente...traduce le serie. Deve avere una buona conoscenza almeno della lingua inglese...se poi sa anche il jappo va ancora meglio. Ovviamente si richiede anche conoscenza della grammatica e lingua italiana:
PER FARE I TRADUTTORI DOVETE SAPERE BENE INNANZITUTTO LA LINGUA ITALIANA!
Perché la traduzione implica anche adattamento, cioè comprensione (ecco a che serve sapere la lingua straniera) e rielaborazione della frase in italiano (e se siete di quelli da duecento parole conosciute e grammatica italiana a zero, capirete che vi verrà malino).
Per cui proponetevi in questo ruolo adducendo, più che il bel voto in inglese a scuola, alla vostra capacità di trasporre in italiano una frase, ricordandovi che:
- purtroppo l'inglese con cui abbiamo a che fare non è di qualità eccelsa
- purtroppo l'inglese non riporta fedelmente il senso del giapponese (quindi una conoscenza anche culturale del Giappone non fa schifo, anzi aiuta)
- purtroppo l'inglese e l'italiano a loro volta non sono molto "compatibili" (l'inglese ha poche forme verbali ma un numero di parole sterminato per rendere un sacco di sfumature, vedi per esempio che per dire "sopra" hanno una mezza dozzina di parole a seconda che si sia sopra un oggetto che copra, sopra uno che rialzi, che appoggi o che non appoggi eccetera).
La via migliore per un aspirante traduttore è provare per conto proprio. Vi ho fatto paura? Sì, ma guardate che è bellissimo.

E inoltre, per gli studenti, è una vera prova sul campo, che vi stipa il cervello di un sacco di lessico che poi viene utile.
Infine: come per tutte le cose, un minimo di affidabilità ci vuole. Affidabilità vuol dire che oltre a pensare "posso farlo" si dice anche "voglio farlo", e la consapevolezza del fatto che, siccome questo è un lavoro di gruppo che coinvolge altre persone, dal nostro lavoro dipende anche quello degli altri. Questo forse conta più di tutto quel che viene prima.